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Covid-19. Era il 21 febbraio quando anche in Italia abbiamo dovuto cominciare seriamente a fare i conti con questa sigla.

Emergenza sanitaria in tutto il Paese. Da lì a qualche giorno, tutta la Lombardia sarebbe stata dichiarata zona rossa a causa dell’emergenza Coronavirus.

Fin da subito abbiamo istituito un tavolo operativo coinvolgendo tutti i responsabili dei nostri servizi per coordinarci ed elaborare la migliore strategia possibile per impedire al virus di entrare nelle nostre 8 Comunità residenziali. La nostra priorità era ed è quella di proteggere i nostri Operatori che ogni giorno garantiscono professionalità e umanità e i nostri Ospiti: 130 persone fragili che soffrono di dipendenze e di disturbi psichici e delle quali ci prendiamo cura ogni giorno con Amore.

Da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus non ci siamo mai fermati, abbiamo riorganizzato il nostro lavoro al fianco delle persone fragili nel rispetto dei nuovi protocolli sanitari:

– abbiamo aiutato i nostri Ospiti a capire cosa stesse accadendo per dar loro la giusta consapevolezza per vivere al meglio questo periodo;

– abbiamo attivato delle nuove modalità di comunicazione per permettere ai nostri Ospiti di avere un contatto con le loro famiglie grazie all’utilizzo degli strumenti tecnologici a nostra disposizione;

– abbiamo costruito nuovi planning settimanali per i turni dei nostri Operatori per garantire la sicurezza di tutti, anche delle loro famiglie e di quelle dei nostri Ospiti;

– abbiamo anche noi cantato l’inno d’Italia partecipando all’iniziativa promossa da tutte le radio d’Italia che hanno trasmesso in contemporanea l’Inno di Mameli condividendo il messaggio di unione, partecipazione e connessione.

Da 54 giorni stiamo lavorando incessantemente per proteggere tutte le persone che vivono nelle nostre Comunità a Varese, Bregazzana e Cantello mettendo in atto tutte le misure necessarie per respingere il virus ed impedire che entri nella casa che amiamo.

Fino ad oggi abbiamo già sostenuto più di 12.000 euro di spese non previste per acquistare tutti gli strumenti indispensabili per proteggere gli Operatori e, di conseguenza, gli Ospiti che ricevono le loro cure:

più di 3.000 mascherine chirurgiche, più di 2.000 guanti monouso, più di 1.000 mascherine FFP2, più di 300 camici monouso. Oltre a test sierologici, gel igienizzante, termometri infrarossi per misurare la temperatura.

Ma oggi, abbiamo bisogno di te per poter continuare ad acquistare tutti i dispositivi di protezione per i nostri Operatori e poter continuare a svolgere al meglio il nostro lavoro di cura.

Perché, anche se dietro una mascherina, noi ci siamo sempre. Durante l’emergenza Gulliver c’è.

Grazie per il sostegno che potrai darci: insieme ce la faremo!

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