filosofia, valori, principi

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il nome

Gli anni tra la fine dei ’70 e l’inizio degli ’80 sono stati anche gli anni dell’utopia: “Utopia” infatti era il nome prevalente da assegnare al progetto nel gruppo di volontari che avevano fatto la scelta di dar vita ad un centro di solidarietà per accogliere tossicodipendenti. Leggendo però la filosofia di Progetto Uomo del CeIS di Roma e superando contrapposizioni ideologiche e generazionali, si optò per Gulliver, il personaggio del libro di Swift, “ gigante” nella terra dei nani e “bimbo” impaurito nella terra dei mostri: immagine quindi emblematica per tutto il percorso riabilitativo.

“Progetto Uomo”, ideata, applicata e sperimentata in Italia per la prima volta sul finire degli anni ‘70 da don Mario Picchi presso il CEIS di Roma per il recupero dei tossicodipendenti, è la filosofia di intervento che anche il Centro Gulliver di Varese ha adottato per le proprie attività.

la nostra mission

La missione del Centro Gulliver, rappresentata dalla volontà di essere un polo di recupero per persone affette da dipendenze e di aiuto alle loro famiglie, comprende oggi anche la cura di malati psichiatrici; entrambe queste attività sono attuate attraverso l’utilizzo, l’adattamento e il rinnovamento costante della metodologia “Progetto Uomo” del CEIS di Roma. Questa evoluzione ha portato ad allargare progressivamente l’attenzione anche alla consulenza per la famiglia a la genitorialità, alla prevenzione, all’animazione e al tempo libero, come parte di un percorso di reale reinserimento sociale.

la nostra filosofia

Siamo qui 

perché non c’è alcun rifugio 

dove nasconderci da noi stessi. 

Fino a quando 

una persona non confronta se stessa 

negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. 

Fino a quando 

non permette loro di condividere i suoi segreti, 

non ha scampo da essi. 

Timorosa di essere conosciuta 

non può conoscere se stessa 

né gli altri: sarà sola. 

Dove altro, se non nei nostri punti comuni 

possiamo trovare un tale specchio? 

Qui, insieme, 

una persona  può, alla fine, 

manifestarsi chiaramente a se stessa, 

non come il gigante dei suoi sogni 

né il nano delle sue paure, 

ma come un uomo parte di un tutto 

con il suo contributo da offrire. 

In questo terreno noi possiamo mettere radici 

e crescere, non più soli, come nella morte, 

ma vivi a noi stessi e agli altri.

la nostra metodolgia di intervento

“Progetto Uomo”, ideato, applicato e sperimentato in Italia per la prima volta sul finire degli anni ‘70 da don Mario Picchi presso il CEIS di Roma per il recupero dei tossicodipendenti, è la filosofia di intervento che anche il Centro Gulliver di Varese ha adottato per le proprie attività.

Essa pone “l’uomo al centro della storia” come soggetto dotato di risorse e potenzialità, in relazione con se stesso, con gli altri e con il proprio ambiente, capace di progettualità e bisognoso di valori di riferimento. In questo senso, nei programmi di recupero, “Progetto Uomo” mette la persona al centro della sua stessa vita e di ogni azione, rendendola protagonista attiva e responsabile nel proprio percorso di cura, di riabilitazione e di vita.

Questa dimensione di responsabilità personale si coniuga con una forte connotazione relazionale. Da sempre sono care al Gulliver le espressioni “tu solo, ma non da solo” e “la comunità che cura”, proprio a sottolineare la doppia valenza di responsabilità e relazionalità: è infatti in una relazione autentica con gli altri che avviene il percorso di cura.

Il personaggio di Gulliver, cui si ispira la cooperativa sociale, è infatti metafora dell’uomo che è arrivato a capire che non può nascondersi agli altri e a se stesso, se non pagando un prezzo inaccettabile e che sa che il viaggio più difficile e stupefacente è quello che ciascuno può compiere dentro se stesso, se accetta di confrontarsi e di rivedersi negli occhi e nei volti degli uomini che incontra lungo il cammino.

Con “Progetto Uomo” ci proponiamo dunque di liberare la persona da ogni forma di dipendenza, aiutandola a ritrovare la propria identità e responsabilità all’interno della famiglia e della società, valorizzando le sue qualità, orientandola verso il lavoro e la partecipazione sociale, nell’impegno quotidiano.

La visione dell’uomo e la metodologia proposta da “Progetto Uomo”, pur essendosi in un primo tempo affermate soprattutto all’interno degli interventi di recupero della tossicodipendenza, sono state nel tempo declinate dal Centro Gulliver in altri ambiti del proprio lavoro sociale e terapeutico, pedagogico e sanitario, preventivo e formativo.

Don Mario Picchi

Un giorno vedrò questo gruppo di poveri per le strade del mondo allontanarsi da me e proseguire il suo cammino. Vorrei che fosse sempre presente, in questo continuo andare, la fede nelle capacità dell’uomo, di qualsiasi uomo; la speranza che ha origine dalla convinzione di poter fare bene se ci si impegna davvero; la carità che nasce dall’amore per l’incontro e dall’attenzione per ogni sorriso e per ogni carezza che si può dare e ricevere arricchendo la vita di tutti noi. 

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