Grande successo per il Convegno “Giovani (Dis)connessi”

Un Convegno che indaga le fragilità e apre alle famiglie, “Giovani (Dis)connessi” ha posto uno sguardo sulle nuove forme di disagio giovanile. Dai tavoli di lavoro sono emerse riflessioni sulla delega emotiva alle IA, sui cambiamenti generazionali e come la magistratura si pone nei confronti dei reati online.

100 PROFESSIONISTI A CONFRONTO

La giornata ha visto, oltre ai tavoli di lavoro, la presenza e il confronto tra 100 esperti della salute mentale, che hanno vissuto una giornata formativa sul disagio giovanile nell’era digitale. Il Convegno è stato un’occasione di confronto a più voci che ha visto alternarsi psicologi, psichiatri e magistrati per tracciare un quadro rigoroso del disagio giovanile nell’era digitale, ma soprattutto per indagare le cause profonde del fenomeno.

LA I° SESSIONE DI LAVORO

Il dibattito si è aperto con l’analisi sociologica e antropologica di Michele Oldani, docente e membro del direttivo della scuola di psicoterapia Li.S.T.A. Un’analisi approfondita in seguito sui meccanismi di costruzione dell’identità è intervenuto lo psichiatra del Centro Gulliver, Fabio Salvaggio, illustrando il passaggio “Dal vinile allo streaming”.

La sessione dedicata a “Reati, responsabilità e prevenzione nell’era digitale” ha acceso i riflettori sulle conseguenze giuridiche delle condotte online, introdotte dal richiamo alla responsabilità personale dei minori espresso da Marta Paganini, Giudice della Prima Sezione Civile del Tribunale di Varese. Come ha chiarito Marcello Maria Buffa, Giudice della Sezione GIP/GUP, non esiste nel nostro codice un reato monolitico di cyberbullismo, bensì reati relativi alla diffusione illecita di contenuti privati, revenge porn, stalking e persino violenze sessuali agite a distanza. Fenomeni che si scontrano con una preoccupante assenza di percezione della gravità.

Benedetta Rossi, Magistrato di Sorveglianza, ha evidenziato l’abbassamento dell’età media della popolazione carceraria e il violento “shock da disconnessione forzata” che colpisce i giovani reclusi, ribadendo come la risposta sanzionatoria debba puntare su percorsi educativi individualizzati.

LA II° SESSIONE DI LAVORO

L’accesso orizzontale e immediato a contenuti e relazioni rischia di alterare la capacità di elaborare le perdite e reggere la solitudine, una dinamica approfondita dallo psicoterapeuta Tommaso Zanella, vicepresidente della Fondazione Minotauro, che ha analizzato la progressiva “tinderizzazione” delle relazioni e la tendenza a trasformare l’intimità in palcoscenico pubblico per anestetizzare la noia.

A chiudere il quadro clinico è stata Camilla Callegari, Professore Ordinario di Psichiatria all’Università dell’Insubria e direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST Sette Laghi: “Non dobbiamo attendere che il disagio si trasformi in patologia conclamata per intervenire. È fondamentale intercettare le fragilità a monte, nella scuola, nello sport e nelle reti relazionali, evitando di sanitarizzare precocemente ogni normale fatica evolutiva”.

L’IMPORTANZA DEL CONVEGNO PER IL TERRITORIO

La risposta alle problematiche emerse non risiede nella colpevolizzazione, ma nella creazione di presidi educativi e spazi di ascolto condivisi. Il Centro Gulliver rinnova il proprio impegno sul territorio mettendo a disposizione servizi concreti dedicati al sostegno della genitorialità attraverso il proprio Consultorio Familiare. Tra le iniziative attive figura il Gruppo Genitori, rivolto a mamme e papà con figli tra i 14 e i 21 anni: uno spazio di parola quindicinale ad accesso libero e gratuito, pensato per supportare i genitori, anche separatamente, nella gestione delle fatiche comunicative, dei conflitti e delle transizioni evolutive. Accanto a questo è operativo anche il Gruppo Zero, un percorso mirato ad accompagnare i nuclei familiari che affrontano problematiche legate a diverse forme di dipendenza o di disagio psichico.

Per informazioni e per accedere ai servizi del Consultorio Familia Forum del Centro Gulliver è possibile contattare il numero 334 3926722 (attivo ad accesso libero, senza necessità di prescrizione medica).

LA GALLERY DEL CONVEGNO

 

 

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