comunicazione

6
Apr

Una storia che scalda il cuore

Cento46: la “cucina del bene” nella Corte della Speranza. In tempi di coronavirus, il ristorante Cento46, con l’aiuto dei volontari dell’Associazione Amici di Gulliver, consegna ogni giorno 145 pasti caldi alle Suore di via Bernardino Luini e alla Casa Nuovi Orizzonti di Cantello, sede di due Comunità Psichiatriche del Centro Gulliver. 

Una bella storia, di quelle che fanno bene al cuore. Una storia che bisogna raccontare, perché qualcuno possa parlarne ad altri, perché possa essere imitata. 

“Lavoro a pieno ritmo e pizzeria ben avviata. Poi arriva il coronavirus e tutto si ferma. Fino al giorno in cui il telefono squilla e dalla cornetta esce una proposta: “Ho un’idea, perché non riaprite e fate da mangiare per chi ha bisogno? Pago tutto io.” Massimo Piras, 60 anni, ristoratore, non credeva alle sue orecchie, perché l’amico molto facoltoso di Varese – che vuole rimanere rigorosamente anonimo – non scherzava per niente, tanto che il 31 marzo “Cento46″, locale di via Daverio a Varese ha riaperto ed oggi è il punto di riferimento per la cena della Mensa dei Poveri di via Bernardino Luini e per due Comunità psichiatriche del Centro Gulliver che hanno sede a Cantello”. (Dal Corriere della Sera, 6 aprile 2020)

Il benefattore misterioso fa riaprire il ristorante, di Andrea Camurani, 6 aprile 2020, Corriere della Sera
La  cucina del bene: 145 pasti donati ogni sera da Bobbiate, 5 aprile 2020, La Prealpina
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6
Apr

Operatori in trincea – Torneremo ad abbracciarci

 

Abbiamo scelto tre brevi testimonianze di Operatori che in questi giorni stanno lavorando nelle nostre Comunità, con la solita passione, nonostante la fatica. Perché il lavoro, diventa qualcosa in più del lavoro. Una vera e propria missione. 

“Siamo in tanti, in mezzo ai tanti che lavorano. Siamo, fortunati, possiamo continuare a fare il lavoro che amiamo, non “al fronte” come medici e infermieri, ma nelle retrovie, nelle comunità protette per tossicodipendenti.
I nostri ospiti sono sicuramente sani, non uscivano nemmeno prima del Covid19, siamo noi operatori che potremmo portarlo in comunità, motivo per cui abbiamo sempre le mascherine, ci laviamo continuamente le mani, disinfettiamo le cornette dei telefoni, le tastiere dei PC, i mouse, creiamo una relazione a 1 metro di distanza.
Vi dirò, da qualche settimana guardo Grey’s Anatomy con un occhio diverso, chiedendomi com’è che LORO sono così a loro agio e fotogenici dietro quella mascherina. Ma torniamo a noi…
In comunità abbiamo installato Skype, perché i nostri ospiti non uscivano, ma ricevevano le visite dei figli e dei genitori, ma da un mese siamo stati costretti a sospenderle. Ci aspettavamo delle proteste, degli abbandoni anche. E invece no. Sono riusciti a non farsi travolgere dalla preoccupazione e dall’angoscia, si sono lasciati aiutare e contenere, da 1 metro di distanza.
Sapete, vivere in comunità è come stare in una bolla: tutto è amplificato, il “fuori” arriva filtrato, come se fosse lontano anni luce. Un po’ quello che stiamo provando ora tutti noi, ognuno dalla sua casa.
Ecco, se c’è qualcosa che mi sta insegnando il Coronavirus è questo: come ci si sente a stare in una bolla, come si vede il mondo da un “dentro” che comunica col “fuori” solo attraverso telefonate, email e telegiornali.
Ma mi sta insegnando anche tanto altro:
Che in un metro di distanza si possono fare un sacco di cose;
Che i sorrisi si vedono anche dietro una mascherina;
Che fare un lavoro che si ama è una gran fortuna;
E che tutti, ma proprio tutti, spesso siamo impreparati alla vita, ma lei per fortuna non lo sa e va avanti, spronandoci a rimetterci in pari e andare avanti ad 1 metro di distanza, ma tutti insieme”. (Laura)

 

“In questo momento drammatico ci sono tante persone che lavorano, ben consapevoli di tutto, ma necessarie, “obbligate” da un bene morale ed etico per la cura dell’altro. Non cerco 2 minuti di celebrità, voglio solo farvi conoscere una realtà sociale. Sono un’educatrice professionale in una comunità psichiatrica, con presenza di operatori 7 giorni su 7 h 24. Sono giorni difficili anche x noi, siamo umani e come tali viviamo tutte le emozioni che questa situazione genera.
I miei “ragazzi” subiscono già un male subdolo che non si vede, che li stigmatizza a livello sociale. Parte del mio lavoro ha come obiettivo il reinserimento sociale….sapete cosa vuol dire? Vuol dire poter passeggiare x strada senza essere guardati strani, vuol dire poter essere degni di vivere, vuol dire che li puoi tenere x mano e li puoi abbracciare e non ti contagiano. Forse ora in tanti vivono quello che loro vivono quotidianamente….persone che si allontanano e tengono le distanze per paura di essere infettati! Parte del mio lavoro è farli uscire ed ora si annulla tutto. Loro sono bravissimi, ovviamente qualche difficoltà c’è stata e ci sarà…soffrono a non poter uscire, certo noi li aiutiamo ma hanno capito e si sono adeguati. Loro stanno a “casa”. Certo….chi vive in un’istituzione, dove ovviamente ci sono delle regole di convivenza – e un certo controllo –  forse è più abituato a stare alle regole.
Sapete cosa mi fa male? Dovergli dire che non possono avvicinarsi, che non possono toccarmi, mi fa male nascondere un sorriso dietro ad una mascherina. Mi fa male pensare che se mai dovesse entrare il virus in comunità, io, potrei essere stata io! Mentre io voglio solo proteggerli, perché loro hanno già il loro “virus invisibile”.
Forse questo è uno sfogo personale alla fine di una giornata impegnativa, ma troppo spesso i miei ragazzi sono dimenticati, dimenticati dalle famiglie, dalla società, dalla politica che taglia sulla sanità e anche su di loro. Allora io oggi vorrei che siano visti, con le loro difficoltà, le loro fragilità ma soprattutto con il loro coraggio, con la loro intelligenza e il loro impegno! Nessuno parla di loro…nessuno parla di noi, perché credetemi, forse mai come ora ci si può immedesimare…paura e ansia da contagio, depressione da isolamento e mancanza di affetto, incertezza sul futuro, comportamenti antisociali e opposizione….e ora? chi sono i matti? Trova le differenze…..se hai il coraggio”  (Martina)

 

“..succede che durante un flashmob in giardino (perché noi ancora li facciamo 🙋) uno dei nostri fantastici ragazzi ci dedica le parole de LA CURA….cioè loro a noi ..per tutto quello che stiamo facendo, perché veniamo a lavorare con la paura, la consapevolezza che non possiamo farci nulla, che sì, andrà tutto bene…ma quanto manca? Anche io oggi voglio dedicare una, cento, mille canzoni ai miei colleghi… perché ….siamo …..ESSERI SPECIALI …”  (Antonella)

 

 

6
Apr

Don Michele ci accompagna

“CI ACCOMPAGNIAMO… FINO AD USCIRNE – RIFLESSIONI DI DON MICHELE BARBAN”
“Dobbiamo aiutarci a tenere duro e ad avere coraggio”
. Così il nostro don Michele Barban, presidente del Centro Gulliver lancia il suo messaggio  sul canale YouTube del Centro ai tempi del coronavirus. Una vera e propria video rassegna per essere compagni di viaggio, #distantimavicini. Ogni settimana una finestra aperta per dare speranza agli Ospiti del Gulliver, ma anche ai familiari, agli Operatori e a chiunque si senta ancor più solo in questa fase di emergenza sociale e sanitaria. 

E allora un invito a guardare alla nostra vita, passata e presente, consapevoli di limiti e risorse, pronti per progettare un futuro dove finalmente potremo essere protagonisti delle nostre scelte e della nostra quotidianità. Un tempo sospeso che può diventare un’opportunità e farci uscire più forti.  #distantimauniti #iorestoincomunità #gullivercè





3
Apr

#5 – Un futuro da protagonisti – Riflessioni di Don Michele Barban

“Un futuro da protagonisti – Riflessioni di don Michele Barban”.  Siamo arrivati al 5° video in tempo di quarantena. Passato, presente, futuro. Ci libereremo da un copione ripetuto per vivere veramente da protagonisti?

#distantimauniti #Gullivercè #ciaccompagniamo #iorestoacasa #andratuttobene
30
Mar

#4 – Mi preparo – Riflessioni di don Michele Barban

“Mi preparo”. Per la rassegna “Ci accompagniamo”, on line il nuovo video messaggio di don Michele Barban. “Oggi mi preparo per uscire. Ma per poter uscire bisogna essere dentro: dentro di me, dentro nelle mie relazioni”. Una preziosa riflessione sull’auto-consapevolezza, per uscire di casa con una rinnovata forza e vitalità.  #Gullivercè #distantimauniti #noirestiamoincomunità #andràtuttobene #ciaccompagniamo

20
Mar

Consultorio Familia Forum è attivo

Familia Forum, il Consultorio del Centro Gulliver è aperto, attivo e funzionante.
Grazie a semplici strumenti tecnologici, il nostro team di psicologi continua a garantire, anche in questi giorni, la preziosa attività di supporto psicologico.
Chiama il numero 334 3926722 o invia un’ email a consultorio@gulliver-va.it

Scopri di più sul servizio https://www.centrogulliver.it/consultorio/

 

20
Mar

#3 – Come uscirne – Riflessioni di Don Michele Barban

“#3 Come Uscirne – Riflessioni di Don Michele Barban”: On line il terzo video
Non è questione di prevedere quando usciremo da questa situazione drammatica, ma come ne usciamo, a livello personale e comunitario. Come allora riprogettare la nostra vita, con ancora più profonda consapevolezza dei nostri limiti e risorse?
#iorestoacasa #iorestoincomunita #ciaccompagniamo #ciprendiamocura
Per vederlo clicca sul link https://www.youtube.com/watch?v=0nt74aw7-ek

17
Mar

#2 – Nel tempo della Paura – riflessioni di don Michele Barban

17
Mar

#PRENDITICURADICHITICURA

In questi giorni così difficili, ci sembra doveroso condividere anche sui nostri canali la campagna di raccolta fondi organizzata dalla Fondazione Il Circolo della Bontà Onlus per sostenere ospedali, medici e operatori sanitari delll’Asst Settelaghi che stanno fronteggiando con forza, coraggio e dedizione l’emergenza Coronavirus.

Tutte i fondi raccolti saranno destinati a soddisfare le esigenze immediate dei reparti impegnati in prima linea per la cura dei pazienti colpiti da Covid-19.

Questo il link per la raccolta fondi

https://www.facebook.com/donate/638070773673122/3066882776677168/

 

17
Mar

Anche noi al flash mob canoro di venerdì 13 marzo

Anche gli Ospiti e gli Operatori delle Comunità Terapeutiche della sede di via Albani hanno partecipato al flash mob canoro di venerdì 13 marzo. 

Anche gli Ospiti e gli Operatori delle Comunità Terapeutiche della sede di via Albani hanno partecipato al flash mob canoro di ieri pomeriggio.Qui ne trovate un piccolo assaggio 🎶 #andratuttobene #prendiamocicura

Pubblicato da Centro Gulliver VA su Sabato 14 marzo 2020