Il lavoro nelle professioni sanitarie per i profughi ucraini

Introduzione al sistema sanitario italiano: Centro Gulliver e Fondazione Piatti organizzano insieme una serie di webinar rivolti ai profughi ucraini che intendono continuare ad esercitare in Italia la propria professione in campo socio sanitario

Dopo aver accolto durante la fase dell’emergenza tredici persone ucraine presso la Cascina Tagliata di Varese, al Gulliver hanno pensato anche alle esigenze lavorative dei profughi. Organizzato con Fondazione Piatti e con il Patrocinio del Comune di Varese un ciclo di webinar che ha offerto ai partecipanti una panoramica sul sistema sanitario italiano e lombardo, in particolare

“Abbiamo proposto questi webinar – racconta Maria Raffaella Valenti, direttrice del Gulliver, pensando a quei profughi ucraini che lavoravano in ambito socio sanitario nel loro Paese e che anche qui intendono continuare ad esercitare la propria professione. È molto importante, a nostro avviso, conoscere il contesto italiano che li ospita, anche da un punto di vista sanitario e delle leggi che regolamentano il sistema”.

I PROFESSIONISTI SANITARI UCRAINI POTRANNO ESERCITARE TEMPORANEAMENTE LA PROPRIA PROFESSIONE IN ITALIA

Sì, perché secondo il decreto Legge 21/2022, i cittadini ucraini (residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022) che lavoravano in ambito sanitario o sociosanitario, in base ad una qualifica professionale conseguita all’estero, potranno esercitare temporaneamente la professione in Italia sino al 4 marzo 2023 in strutture pubbliche e private
Questo è valido, ad esempio, per medici, farmacisti, infermieri, fisioterapisti, psicologi. Unico requisito è essere in possesso di “Passaporto europeo delle qualifiche dei rifugiati”, oltre che di qualifica professionale regolata da direttive europee e conseguita al di fuori del territorio dell’Unione Europea (come prevede la Direttiva UE sul reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali, Direttiva n. 2005/36). “Ritengo che questo corso – dice il dott. Guido Bonoldi, consigliere comunale di Varese delegato alla Sanità –  oltre ad essere un aiuto per i profughi ucraini, costituisca un’iniziativa che potrebbe rivelarsi utile anche per il nostro sistema sanitario, condizionato dalla carenza di risorse umane in ambito medico ed infermieristico”.

UN CICLO DI WEBINAR PER CONOSCERE IL NOSTRO SISTEMA SANITARIO

Proprio per approfondire questa normativa e più in generale il sistema sanitario italiano, sono stati organizzati  tre webinar, nella settimana del 7-9 giugno. Nel primo è stato affrontato  “Il sistema sanitario nazionale”, dal Dott. Guido Bonoldi, consigliere comunale di Varese con delega alla Sanità, nel secondo  “Il sistema sanitario lombardo” con il dott. Giovanni Daverio, figura di spicco all’interno del panorama sanitario lombardo, ex  direttore generale dell’ASL di Varese e già direttore generale Sanità di Regione Lombardia. Il terzo approfondimento con un focus sui servizi per anziani e disabili e terzo settore con il dott. Luca Degani, presidente Regionale di Uneba.

UN’INIZIATIVA DI SUCCESSO

Un’iniziativa di successo che ha visto iscriversi 20 professionisti ucraini, domiciliati attualmente in Italia. La categoria più rappresentata, quella dei medici, con 7 iscritti, seguita dagli infermieri (con 6 iscritti). Nel numero anche 1 logopedista, 1 farmacista,  2 psicologi, 1 dentista e 2 persone che hanno studiato presso la facoltà di economia e management, interessati a capire il nostro sistema sanitario, più da un punto di vista gestionale. 


DICONO DI NOI

Il lavoro per i profughi ucraini sotto la lente d’ingrandimento di Gulliver, 19 maggio 2022, VareseNoi
Una serie di webinar con il Centro Gulliver di Varese per i profughi ucraini sulle professioni sanitarie,
19 maggio 2022, VareseNews

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