Aprile 2020

30
Apr

09 – Nel mirino di una reflex

“In questo periodo di quarantena l’equipe “Shalom” della comunità terapeutico-residenziale di via Albani (Varese) sta stimolando gli Ospiti attraverso delle attività espressivo-ricreative, affinché si possa conferire maggiore senso alla loro quotidianità.

Gli ospiti del Gruppo PHOTO
si stanno sperimentando nell’arte della fotografia e, nello stesso tempo, attraverso l’obiettivo sono liberi di esprimere ciò che vedono e sentono in un momento difficile come questo.La prima attivazione è avvenuta nell’area verde del Centro Gulliver ed alcuni dei nostri  Ospiti hanno pensato di descriversi attraverso tali immagini fotografiche”.
 
Nella photogallery successiva si possono trovare le foto che gli Ospiti stessi hanno votato come le più belle tra 26 foto scattate 
28
Apr

08 – Piccola mostra di quadri a Bregazzana

E succede che in tempo di quarantena, dalle nostre Comunità emergono le doti artistiche. 
A Bregazzana si è svolta una piccola mostra di quadri, a cura di Edoardo della Comunità Approdo. 

Piccola mostra di quadri – Bregazzana 25 aprile 2020
“La maggior parte dei quadri sono dipinti su materiali recuperati da cassette della frutta usando i colori presenti in Comunità per cui ringrazio tutti gli Operatori e i miei compagni dell’Approdo per il supporto, la carica ed i preziosi consigli. Ringrazio poi in particolare Mauro, che mi ha aiutato a reperire i colori, Antonio che mi ha dato un paio di tele vergini e Simona per tre tavole di legno che mi ha gentilmente regalato. Ringrazio infine Manolo e Simone per la consulenza.” Edoardo

24
Apr

#7 – Custodi della terra

Mercoledì si è celebrata GiornataMondialeDellaTerra. Ed è proprio a questo che Don Michele Barban si è ispirato per il nuovo video “7 – Custodi della Terra” per la rassegna “Ci accompagniamo” EarthDay EarthDay2020  giornatadellaterra

Un invito ad essere custodi della terra nel tempo e nello spazio che ci è stato donato. Buona visione  CLICCA QUI 😊 ciaccompagniamo andràtuttobene distantimauniti  

 

23
Apr

07 – C’era una volta…

Oggi siamo felici di pubblicare una favola scritta da Manuela D’Antonio, psicologa e psicoterapeuta del Centro Gulliver, che attraverso personaggi simbolici prova a dare un senso a questo periodo. Buona lettura!

Il signor Tempo, la signora Pazienza , il Vecchio Saggio, il Guaritore Ferito, la signorina Speranza e… molti altri

Le parole tempo, pazienza , guaritore ferito  e speranza  (che è l’ultima, non di importanza, ma perché è l’ultima a morire), sono emerse dentro di me in questi lunghi giorni di riflessione in solitudine, tra i mille pensieri, sensazioni ed emozioni che ho provato e che sto provando ora…

C’era una volta il signor Tempo, la signora Pazienza , il vecchio Guaritore Ferito e la signorina Speranza , ognuno sapeva dell’esistenza dell’altro, ma passavano le loro giornate a “lavorare” per conto proprio… intervenendo di tanto in tanto per poi tornare nell’ombra e, per riapparire solo quando era strettamente necessario….

Un giorno arrivò il signor CORONAVIRUS un po’ brutto un po’ cattivo, a portare scompiglio sul pianeta terra…

Fu così che dopo l’incredulità iniziale per quello che stava accadendo , venne richiesto un  consulto ai quattro, che salirono su una montagna per vedere tutte le cose dall’alto. Si accorsero che gli abitanti delle città erano annichiliti, euforici, tristi, smarriti, arrabbiati, increduli, angosciati, disperati, fatalisti, nichilisti, modaioli, festaioli, runners , assalitori compulsivi di supermercati, bugiardi patentati, igenisti della pulizia, buttatori compulsivi di spazzature semi-vuote, accompagnatori con legge 104 di cani, gatti, pappagalli, lucertole, tartarughe e animali di cartapesta. C’era chi ,con diagnosi psichiatrica autocertificata , poteva uscire con il suo cane immaginario.

Dall’alto  si vedeva meglio , perché alle volte cambiare prospettiva aiuta a vedere tutto nella sua perfetta-imperfezione.

Mentre si affannavano gli inquilini della terra non si accorgevano che la primavera nonostante la preoccupazione, era arrivata e con essa i suoi profumi,colori,odori… Solo alcuni erano capaci di fermarsi a contemplarla…

Spesso rientrando dai propri balconi però, la comunicazione convulsa ed EGO riferita del signor CORONAVIRUS, li distraeva dal signor , dispensatore di senso di unità e integrità.

Le luci e le ombre si alternavano , come la notte con il giorno , e il tempo passava alle volte lento alle volte veloce, ma nessuno si accorgeva di lui perché gli inquilini della terra continuavano a sentirsi separati , divisi…

a cercare incessantemente spiegazioni logiche al perché di tutto questo.

Si perse il contatto con il signor SENTIRE

Così i fantastici 4  decisero di creare un nuova APP ( IO-TU-NOI ) era fortunatamente gratuita, dato che il signor Giuseppe Governo Conte aveva deciso di dare un bonus di 600 euro ma poi..…anche NO,

così che tutti nelle loro case potessero scaricarla.

Altro che serenate sui balconi , aperitivi improbabili sulle piattaforme digitali, scuole di danza improvvisate in salotto, che videro riesumare vecchi tutu sgualciti, che segnavano i vecchi tempi d’oro di fisici asciutti ma che oggi, lasciavano spazio a nuove forme del corpo, quella non più a mandolino, a pera, a mela , ma a divano,  a sedia, a letto ,  a tappetino..

Scaricata L’app le regole erano semplici…

 Praticare .. Praticare.. Praticare…

C’erano le sessioni del signor TEMPO ,uomo distinto, affascinante,  vestito con un bel completo blu, dall’età imprecisata, ora sembrava giovanissimo ora molto vecchio , che invitava tutti a scandirlo, il tempo, a volte ritmato a volte lento.

Passavano i giorni… e le persone iniziarono ad ASCOLTARLO per davvero, accorgendosi che non lo avevano mai fatto veramente prima, o meglio credevano di esserci riusciti.

Scoprirono che c’è un tempo per tutte le cose, quello per impastare, per far lievitare, per gattonare, per camminare, per piangere, per stare in silenzio, per pregare, per rimuginare, per fare spazio alla tristezza, per rimettere a posto tra i cassetti, per farsi la tinta, per litigare, per fare la pace, per stare nuovamente in silenzio, per riallacciare antichi rapporti perduti, per osservare, per percepirsi uguali a prima, per scoprirsi nonostante tutto in continuo cambiamento…

per……….

Molti abitanti della terra non avevano compreso quanto fosse importante il tempo, che non è concesso a tutti e che va onorato perché non è scontato, e che il tempo ha le sue leggi…  e guai a farlo arrabbiare, perché tutte le cose hanno bisogno del loro tempo per maturare.

 

Intanto la signorina SPERANZA , con la sua tutina rosa fluo, danzava immotivatamente nella stanza, per poi andarsene, per poi tornare quando qualcuno era disposto ad accorgersi di lei…

Ed ecco la lectio magistrale del Signor anzi : Dott.re GUARITORE FERITO, uomo possente, dalla barba bianca, dal fisico poco atletico , ma dagli occhi brillanti e profondi. Si voleva tagliare la barba per venire meglio in video, ma i suo colleghi gli avevano suggerito che sarebbe stato poco credibile,  così si intervallava ai tg delle 8, delle 11, delle 12.30, dell 13, delle 18. delle 20 delle 22,23, 24 ….

Il signor, dott.re GUARITORE FERITO insegnò un passo alla volta che ognuno di noi possiede dentro di sè sia la ferita che il potere di guarigione, e che per poter aiutare se stessi e gli altri, non ci si deve sostituire o inondare l’altro con il proprio dolore, ma…

Stargli SEMPLICEMENTE accanto : ferita a ferita guaritore a guaritore.

Solo così ognuno poteva accorgersi di possedere un potere : quello di guarire le proprie ferite.

Non tutti  gli abitanti della terra lo sapevano, per questo spesso si ergevano dogmaticamente a guaritori, a  volte a santoni, tuttologi, dispensatori di consigli a profusione, togliendo così …. tutto il potere di guarigione ai loro simili.

E c’era chi, per consolare gli altri, non faceva altro che buttargli addosso il proprio dolore togliendo loro, tutte le energie necessarie per riprendersi.

 

E di dolore se ne vide tanto e se ne sentì tanto, le immagini alla tv trasmettevano di abitanti della terra vestiti di bianco, con mascherine e guanti, che con il tempo, diventarono le figure di riferimento di un mondo che vedeva spegnersi giorno dopo giorno amici, fratelli, padri, madri, zii, nonni

………………………………………………………………………….

Ma nel dolore si aprivano dei varchi, nuove nascite , nuovi amori, matrimoni mascherati, canti, preghiere sui tetti, canzoni sui balconi……

Tra le tante lezioni su zoom, skype, e mille piattaforme dalle password improponibili, che neanche Bill Gates sapeva metterci mano, c’era la lezione del signor SILENZIO.

Non tutti vi partecipavano, preferivano lo yoga, le campane tibetane, le posizioni a fiore di loto, i concerti in diretta differita…

Così il signor SILENZIO iniziò a sentirsi poco “ascoltato”, ma non passò molto tempo che , per l’appunto il signor TEMPO, insieme a sua moglie FIDUCIA, lo fecero stare meglio.

La signora FIDUCIA, rideva sempre, ma proprio sempre, apparentemete immotivatamente…

e tutti, quando iniziarono a percepirla attraverso i loro corpi, sentirono che tutto era POSSIBILE, SEMPRE COMUNQUE E OVUNQUE.

Era una sensazione bellissima….

Non comunicavano con le parole, ma con i sensi , i suoni , i profumi, la vista…

Nel giro di giorni e mesi il signor SILENZIO crebbe in followers, e le sue lezioni vennero seguite da molti, non da tutti , ma da molti, che lo apprezzarono sempre di più. Diventò preziosissimo…

C’erano poi le lezioni di masterchef, di cucito, di origami, di cazzeggio strutturato… un po’ di tutto per tutti .

E poi c’era lei , la lezione di BELLEZZA, eh si perché la signora BELLEZZA, che era davvero bella da non poter essere descritta, compariva quando voleva, a sorpresa, e faceva vedere tutto sotto un’altra luce.

TUTTO e TUTTI

Dopo mesi di lezioni , quelli che avevano scaricato l’App ( IO-TU-NOI ), apparvero, con un po’ di pratica, più consapevoli delle loro ferite, ma anche della loro capacità di prendersene curare.

Diventando giorno dopo giorno: COMPASSIONEVOLEMETE CONSAPEVOLI.

Intanto la signorina SPERANZA , con la sua tutina rosa fluo, danzava immotivatamente nella stanza, per poi andarsene,per poi tornare quando qualcuno era disposto ad accorgersi di lei…

Passarono i giorni… così come i decreti, le file interminabili ai supermercati, la ricerca alle  mascherine ESAURITE ( che nemmeno Indiana Jones e  james bond insieme avrebbero trovato, forse la signora in giallo.. forse…

Gli  abitanti della terra avevano perso proprio lei… la signora PAZIENZA.

Era stata la prima ad essere dimenticata e l’ultima ad essere ritrovata quando sembrava ormai completamente perduta.

Eccola li, arrivò IN  TEMPO ….

Ella insegno agli abitanti della terra che la si trova nella via di mezzo tra ostinazione e disperazione. Tra la lotta incessante e la rinuncia.  Che non tutto è perduto, e che l’ossessione del risultato, non tiene conto dei disegni della vita. Che la signora Pazienza ci porta doni inaspettati se sappiamo confidare in lei.

Intanto la signorina SPERANZA , con la sua tutina rosa fluo, danzava immotivatamente nella stanza, per poi andarsene,per poi tornare quando qualcuno era disposto ad accorgersi di lei

Al temine del periodo di apprendimento la consapevolezza cresceva e arrivò il tempo dell’uscita, del ritorno all’esterno.

Per molti il prezzo di questo tempo fu molto alto, persero i loro cari, le loro attività, tutto.

Molti si accorsero che il loro matrimonio non era così solido, i genitori si ricordarono di quanto fosse faticoso e delicato questo mestiere , chi era solo provò un vuoto assordante, ognuno fu chiamato ad affrontare la propria ombra.

Ma tutti ( o quasi tutti), impararono a

SENTIRE, SENTIRE, SENTIRE

Ognuno fece i conti con se stesso, con le cose importanti  di questa breve, lunga , bizzarra, incantevole……esistenza

Molti trasformarono la crisi in OPPORTUNITA’, il dolore in SENSIBILITA’

Si reinventarono in mille modi, su più fronti.

Arrivò il giorno in cui il signor Giuseppe  Governo Conte 135875….decrteto Bis e Tris, insieme al signor Bertolaso e tutta la  protezione civile, ma proprio tutta, Gallera, Fontana, giornalisti, artisti, medici, infermieri, i sindaci di  tutti i paesi, ma proprio tutti, Barbara Palombelli, mattino cinque, studio aperto , porta a porta, e l’immancabile ed immortale Barbara d’Urso.. dichiararono la fine… e il nuovo inizio.

Siete liberi :

 liberi di tornare alla vita e a voi stessi, tra voi stessi.

Non si seppe mai se fu un’esercitazione psicologica, complottistica, virologica, ufologica, non era pervenuto dalla stele di rosetta, dal corano, dalla bibbia, da Lucia dei tre pastorelli..

Sta di fatto che era stato necessario quel tempo per tornare a sentire il battito silenzioso, ma rumoroso dei nostri cuori all’unisono.

Alla fine dell’ultima pagina del decreto c’era  scritto in calce:

finalmente si specificava del perché ad ogni seduta il premier diceva,

CE LA FAREMO TUTTI INSIEME , ma come tutti insieme se stiamo da soli?

Eh beh…. Bisogna perdersi per poi ritrovarsi, bisogna stare da soli per capire l’importanza dell’altro, bisogna perdere le cose importanti per poterle apprezzare. 

Fu così che si organizzo una festa senza precedenti, dove parteciparono TUTTI , ma proprio TUTTI,

il signor AMICO di tutti, la signorina Rottermaier, la signora Faccio un po’ come mi pare , la signora Zen, le signorine Invidia e Gelosia, il signor Risentimento, il signor Volemose bene ,  il signor Ho Sempre Ragione Io, la signora Crocerossina, la signora Solitudine, la signora Tristezza, la signora Gioia ( tutti quelli di inside Out , il cartone), la Bella e la Bestia, tutte le eroine della Disney), la signora proiezione, la signora rimozione, signore denaro ( venne alla festa al posto dei 600 euro non erogati), il signor Perdono e la signora Allegria e molti e molti altri.. nemmeno a Woodstock si vide tanta gente.

il Dj , il signor Metto la musica del momento : diede inizio alle danze. Sembrava più una sessione di fitness intensiva data la stazza dei partecipanti…

La festa procedeva e più passava il tempo, più gli abitanti della terra compresero fino in fondo tutto quello che l’isolamento gli aveva insegnato :       un   IO senza un TU non può fare un NOI,

e che per quanto sia bello e importante stare bene con se stessi senza l’altro la conoscenza di ognuno di noi , rimarrebbe incompleta.

E fu così che il signor Ego CORONAVIRUS , che era stato invitato alla grande danza…

lasciò la festa non così presto, ma neanche troppo tardi, quando capii che il suo compito era finito…

Intanto la signorina SPERANZA, con la sua tutina rosa fluo, danzava immotivatamente nella stanza, finchè tutti si accorsero…. finalmente di lei

Gli abitanti della terra (non tutti ancora) avevano compreso che :

L’unità ,l’accettazione compassionevole e l’amore sono i gli unici farmaci vaccino alla paura, al dolore e all’isolamento.

E CHE CON IL TEMPO, LA PAZIENZA , LA CAPACITA’ di AUTOGUARIGIONE, E LA SPERANZA…  .La Vita vale la pena di essere vissuta.

Giunse il momento di tornare a casa, tutti si abbracciarono e baciarono mai come prima…

Tornarono a se stessi, rinnovati nel corpo e nello spirito, sorridendo perché sentivano che nulla sarebbe stato come prima..

era stato un viaggio lungo, doloroso, ma UNICO

Fu una notte speciale, che venne trascritta sui libri di storia…

 

SPARANZA fu l’ultima a lasciare la festa … danzando immotivatamente, per le strade, per le piazze, per tutta la terra… con la sua tutina rosa fluo.

 

Manuela  D’Antonio

Varese aprile 2020

20
Apr

Gulliver c’è. Nasce il blog.

Nasce oggi “Gulliver c’è”, il nostro blog per rimanere insieme, pur nella lontananza. #distantimauniti #viciniancheselontani. Lo puoi leggere cliccando sul link  https://www.centrogulliver.it/gulliver_stories/

17
Apr

#6 – Creiamo anticorpi – Riflessioni di Don Michele

Tempo di quarantena, tempo di resilienza. Tempo per creare “anticorpi relazionali”. On line sul canale YouTube del Centro Gulliver il nuovo video di Don Michele Barban dal titolo “Creiamo anticorpi”  #distantimauniti #Gullivercè #ciaccompagniamo #iorestoacasa #andratuttobene

16
Apr

06 – #stayhome: una casetta per il Centro Gulliver

“È successo che sono ariete…e come quasi tutti gli ariete quest’anno i nostri compleanni sono alternativi. Ma siccome dicono che noi arieti abbiamo la testa dura, io un modo per festeggiarlo con voi voglio trovarlo lo stesso.” Con queste parole Elisa Garbossa ha lanciato la sua personale campagna di raccolta fondi a favore del Centro Gulliver su Rete del Dono, una delle più celebri piattaforme di crowdfunding in Italia. E continua così “A tutti quelli che volevano farmi il regalo ma non hanno trovato un modo per farlo, a tutti quelli che non mi hanno mai fatto un regalo e mai hanno pensato di farmelo….ecco, il regalo quest’anno lo faccio io a voi. Metto in palio l’ultima mia creazione di pan di zenzero: la casetta di Pasqua in quarantena! Come fare a vincerla? Semplice, facendo del bene.”  E in soli 5 giorni non solo ha raggiunto l’obiettivo, ma l’ha anche raddoppiato, arrivando a raccogliere 1.154 euro. 

#stayhome: una casetta per fare del bene

Elisa Garbossa con la sua casetta di pan di zenzero

Sbirciando dietro le quinte

Ci racconta Elisa: “Da un po’ di anni nel mese di Dicembre parte la mia produzione di casette di pan di zenzero decorate, da regalare a Natale ad amici e parenti. Quest’anno, chiusa in casa per l’emergenza Covid-19, ho fatto uno strappo alla regola e mi sono lanciata in una casetta pasquale, per ammazzare il tempo e rilassarmi. Però ne ho fatta solo una, grande….che farne? Poteva essere un regalo, ma a chi? L’unica che avrebbe dovuto riceve regali ero io, che il 9 aprile avrei compiuto gli anni… Ecco allora l’idea! Creare una raccolta fondi per l’emergenza Coronavirus, chiedendo ai miei amici di donare qualcosa come regalo per il mio compleanno…con una ricompensa per la loro generosità: la possibilità di vincere la casetta!

Ma avevo due domande: come creare una raccolta fondi e a chi destinare i soldi raccolti.

Per caso (o forse no) chiedo consigli tecnici a Fausto Caravati: “tu hai mai fatto fundraising con il Centro Gulliver? Da dove parto?”. Facciamo 2+2 e il gioco è fatto: mi propone di destinare i soldi proprio al Centro Gulliver, che ha bisogno, tanto, come tanti, e mi mette in contatto con la sua collega Ludovica Cerritelli, fundraiser di professione. Partiamo, creiamo la campagna, faccio qualche foto, un video…. mi butto in questa esperienza e in cuor mio so che andrà bene.

Ebbene il risultato è che in 5 giorni abbiamo ricevuto 62 donazioni raccogliendo 1154 euro, ho fatto felice un papà e soprattutto le sue 3 bimbe che hanno vinto la mia casetta, ho ricevuto tanti messaggi di ringraziamento e di affetto per questa idea, ma soprattutto ho riunito virtualmente 60 persone per fare del bene con semplicità, tentando la fortuna.

Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”.

La casetta di Pasqua di pan di zenzero all’asta per il Centro Gulliver, di Nicole Erbetti, 11 aprile 2020, VareseNews
Una campagna di donazioni a tema pasquale per aiutare il Centro Gulliver a proteggere i propri ospiti dal Coronavirus

 

12
Apr

05 – Il sostegno del territorio

Le istituzioni ci incoraggiano. E si sa quanto bene facciano gli incoraggiamenti, gli attestati di stima, i gesti di affetto nell’affrontare la vita quotidiana ed il lavoro.  Ti fanno sentire presenza e vicinanza. Ti fanno sentire riconosciuto. Come persona e come professionista. Specie se si sta  vivendo un momento come questo. Ti spronano ad andare avanti sempre meglio. Dando il massimo.

E noi al Gulliver siamo fortunati. Ce ne sono arrivati molti in questo periodo, da tante parti diverse: capi, colleghi, familiari degli Ospiti, titolari di Aziende, amici, collaboratori… Anche dalle Istituzioni, che prima di essere “cosa pubblica” sono fatti da persone. Bastano un saluto, un augurio, un gesto generoso, un semplice sorriso o un grazie sussurrato. Piccole grandi attenzioni, che giungono fino al cuore e lo scaldano.

Abbiamo scelto di condividere su questa pagina tre esempi che per noi sono significativi.  Dal profondo del nostro cuore giunga a tutti il nostro GRAZIE più sincero.  

Un panettiere di Cantello

11 aprile 2020

Oggi un altro piccolo gesto di gentilezza. Una piccola attenzione verso la nostra “Casa Nuovi Orizzonti”.
La Protezione Civile ci ha portato alcuni vassoi di dolcetti per i nostri Ospiti  ed Operatori da parte di un panettiere di Cantello. Grazie

Dal sindaco di Varese

14 aprile 2020

Cari Amici del Gulliver, buongiorno e buona Pasqua. […]
Vogliamo vivere queste giornate di grande apprensione con grande speranza che […] presto si possa tornare alla normalità.
L’occasione è gradita per farvi tantissimi auguri, a voi, alle vostre famiglie, a tutti gli operatori del Gulliver e a don Michele Barban, grande amico di tutti noi e soprattutto del bene comune. 

Davide Galimberti 
Sindaco di Varese

Dal sindaco di Cantello

In questi giorni difficili, vogliamo condividere con voi il messaggio di affetto e vicinanza che il sindaco di Cantello ha rivolto agli Ospiti e agli Operatori della Casa Nuovi Orizzonti.

Non è facile per nessuno restare a casa e non poter uscire in paese, un’abitudine preziosa per i nostri Ospiti di Cantello che hanno saputo sacrificare con fatica, ma anche adattandosi alle restrizioni necessarie alla prevenzione.
Stanno dando il loro contributo come  cittadini responsabili e collaboranti: non stanno dentro in Comunità solo perché glielo dicono gli Operatori, ma fanno quello che sono chiamati a fare tutti i cittadini. (dal post di fb del 24 marzo)

22 marzo 2020

Buongiorno a tutti.

Mi permetto di staccare un attimo dalle informazioni che cerco di farvi pervenire quotidianamente, con l’unico scopo di aiutarvi ad affrontare questo momento difficile e umanamente complicato con un po’ più di consapevolezza, per condividere con voi questa mail, che mi è stata inviata dai ragazzi del Centro Gulliver di Cantello che – non vi nascondo – mi ha profondamente commossa. 

Fa riferimento al mio Post/sclero del 19 marzo, in cui spiegavo che restare a casa fosse la scelta più responsabile che potessimo fare per la nostra comunità e per noi stessi. Ed ecco arrivarmi questo scritto che condivido con voi. Lascio che ciascuno lo faccia proprio, perché è stata una grande lezione, anche per il mio ruolo di Sindaco. […]

Buona domenica ed a più tardi.

Il Vostro Sindaco
Chiara

Ecco la mail che abbiamo mandato al sindaco di Cantello in data 21 marzo:

“Ciao Chiara

ho letto e molto apprezzato il tuo invito alla responsabilità espresso nel post del 19/3 in cui, dietro al rigore, ho ritrovato comunque tutta l’accoratezza con cui hai annunciato la presenza di un primo caso di coronavirus a Cantello, e l’ho diffuso presso i nostri operatori.
Noi continuiamo il nostro lavoro quotidiano nelle Comunità, grazie a Dio sinora tutti in salute e speriamo possa continuare così.
Da almeno una decina di giorni non usciamo più in paese, e tu sai quanto fosse importante per i nostri ospiti l’uscire in Cantello al mattino e al pomeriggio.
Hanno dovuto e saputo sacrificare questa preziosa abitudine, certo con fatica, ma anche ben adattandosi alle restrizioni necessarie alla prevenzione e continuando una vita più intensa dentro la comunità.
Credo che qui in fondo si sentano protetti, ma sono ben consapevoli di quello che sta succedendo, affiorano talvolta angoscia e preoccupazione, e stanno dando il loro contributo come cittadini responsabili e collaboranti: non stanno dentro in comunità solo perché glielo diciamo noi operatori, ma fanno quello che sono chiamati a fare tutti i cittadini.
Sì, Chiara, puoi proprio annoverarli tra i tuoi cittadini responsabili.
Camminiamo insieme in questo difficile momento.

Un caro saluto
Centro Gulliver”

11
Apr

04 – Una storia che scalda il cuore

Cento46: la “cucina del bene” nella Corte della Speranza. In tempi di coronavirus, il ristorante Cento46, con l’aiuto dei volontari dell’Associazione Amici di Gulliver, consegna ogni giorno 145 pasti caldi alle Suore di via Bernardino Luini e alla Casa Nuovi Orizzonti di Cantello, sede di due Comunità Psichiatriche del Centro Gulliver. 

Una bella storia, di quelle che fanno bene al cuore. Una storia che bisogna raccontare, perché qualcuno possa parlarne ad altri, perché possa essere imitata. 

“Lavoro a pieno ritmo e pizzeria ben avviata. Poi arriva il coronavirus e tutto si ferma. Fino al giorno in cui il telefono squilla e dalla cornetta esce una proposta: “Ho un’idea, perché non riaprite e fate da mangiare per chi ha bisogno? Pago tutto io.” Massimo Piras, 60 anni, ristoratore, non credeva alle sue orecchie, perché l’amico di Varese non scherzava per niente, tanto che il 31 marzo “Cento46″, locale di via Daverio a Varese ha riaperto ed oggi è il punto di riferimento per la cena della Mensa dei Poveri di via Bernardino Luini e per due Comunità psichiatriche del Centro Gulliver che hanno sede a Cantello”. (Dal Corriere della Sera, 6 aprile 2020)

 

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Ne parlano

10
Apr

03 – Torneremo ad abbracciarci…

Torneremo ad abbracciarci… e sarà bellissimo. Con questo post desideriamo dar voce ai nostri “operatori in trincea”: abbiamo scelto tre brevi testimonianze di Operatori che in questi giorni di emergenza stanno lavorando nelle nostre Comunità, con le solite passione e professionalità, nonostante la fatica. Perché il lavoro, diventa qualcosa in più del lavoro. Una vera e propria missione. 

 

I sorrisi si vedono anche dietro ad una mascherina

“Siamo in tanti, in mezzo ai tanti che lavorano. Siamo, fortunati, possiamo continuare a fare il lavoro che amiamo, non “al fronte” come medici e infermieri, ma nelle retrovie, nelle comunità protette per tossicodipendenti.
I nostri ospiti sono sicuramente sani – non uscivano nemmeno prima del Covid19 – siamo noi operatori che potremmo portarlo in comunità, motivo per cui abbiamo sempre le mascherine, ci laviamo continuamente le mani, disinfettiamo le cornette dei telefoni, le tastiere dei PC, i mouse, creiamo una relazione a 1 metro di distanza.
Vi dirò, da qualche settimana guardo Grey’s Anatomy con un occhio diverso, chiedendomi com’è che LORO sono così a loro agio e fotogenici dietro quella mascherina. Ma torniamo a noi…
In comunità abbiamo installato Skype, perché i nostri ospiti non uscivano, ma ricevevano le visite dei figli e dei genitori, ma da un mese siamo stati costretti a sospenderle. Ci aspettavamo delle proteste, degli abbandoni anche. E invece no. Sono riusciti a non farsi travolgere dalla preoccupazione e dall’angoscia, si sono lasciati aiutare e contenere, da 1 metro di distanza.
Sapete, vivere in comunità è come stare in una bolla: tutto è amplificato, il “fuori” arriva filtrato, come se fosse lontano anni luce. Un po’ quello che stiamo provando ora tutti noi, ognuno dalla sua casa.
Ecco, se c’è qualcosa che mi sta insegnando il Coronavirus è questo: come ci si sente a stare in una bolla, come si vede il mondo da un “dentro” che comunica col “fuori” solo attraverso telefonate, email e telegiornali.
Ma mi sta insegnando anche tanto altro:
Che in un metro di distanza si possono fare un sacco di cose;
Che i sorrisi si vedono anche dietro una mascherina;
Che fare un lavoro che si ama è una gran fortuna;
E che tutti, ma proprio tutti, spesso siamo impreparati alla vita, ma lei per fortuna non lo sa e va avanti, spronandoci a rimetterci in pari e andare avanti ad 1 metro di distanza, ma tutti insieme” Laura

 

E ora chi sono i matti? Trova le differenze

“In questo momento drammatico ci sono tante persone che lavorano, ben consapevoli di tutto, ma necessarie, “obbligate” da un bene morale ed etico per la cura dell’altro. Non cerco 2 minuti di celebrità, voglio solo farvi conoscere una realtà sociale. Sono un’educatrice professionale in una comunità psichiatrica, con presenza di operatori 7 giorni su 7 h 24. Sono giorni difficili anche x noi, siamo umani e come tali viviamo tutte le emozioni che questa situazione genera.
I miei “ragazzi” subiscono già un male subdolo che non si vede, che li stigmatizza a livello sociale. Parte del mio lavoro ha come obiettivo il reinserimento sociale….sapete cosa vuol dire? Vuol dire poter passeggiare x strada senza essere guardati strani, vuol dire poter essere degni di vivere, vuol dire che li puoi tenere x mano e li puoi abbracciare e non ti contagiano. Forse ora in tanti vivono quello che loro vivono quotidianamente….persone che si allontanano e tengono le distanze per paura di essere infettati! Parte del mio lavoro è farli uscire ed ora si annulla tutto. Loro sono bravissimi, ovviamente qualche difficoltà c’è stata e ci sarà…soffrono a non poter uscire, certo noi li aiutiamo ma hanno capito e si sono adeguati. Loro stanno a “casa”. Certo….chi vive in un’istituzione, dove ovviamente ci sono delle regole di convivenza – e un certo controllo –  forse è più abituato a stare alle regole.
Sapete cosa mi fa male? Dovergli dire che non possono avvicinarsi, che non possono toccarmi, mi fa male nascondere un sorriso dietro ad una mascherina. Mi fa male pensare che se mai dovesse entrare il virus in comunità, io, potrei essere stata io! Mentre io voglio solo proteggerli, perché loro hanno già il loro “virus invisibile”.
Forse questo è uno sfogo personale alla fine di una giornata impegnativa, ma troppo spesso i miei ragazzi sono dimenticati, dimenticati dalle famiglie, dalla società, dalla politica che taglia sulla sanità e anche su di loro. Allora io oggi vorrei che siano visti, con le loro difficoltà, le loro fragilità ma soprattutto con il loro coraggio, con la loro intelligenza e il loro impegno! Nessuno parla di loro…nessuno parla di noi, perché credetemi, forse mai come ora ci si può immedesimare…paura e ansia da contagio, depressione da isolamento e mancanza di affetto, incertezza sul futuro, comportamenti antisociali e opposizione….e ora? chi sono i matti? Trova le differenze…se hai il coraggio” Martina

 

Siamo esseri speciali

 “…succede che durante un flashmob in giardino (perché noi ancora li facciamo) uno dei nostri fantastici ragazzi ci dedica le parole de LA CURA….cioè LORO a NOI…per tutto quello che stiamo facendo, perché veniamo a lavorare con la paura, la consapevolezza che non possiamo farci nulla, che sì, andrà tutto bene…ma quanto manca? Anche io oggi voglio dedicare una, cento, mille canzoni ai miei colleghi… perché …siamo …ESSERI SPECIALI…” Antonella